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Uno 45 1983

“ Lory, allora tieniti pronto per le tre e mezza che passo a prenderti e andiamo a Cuneo”.

Risposta di Lorenzo: “Cuneo? Ma perché a Cuneo?”


Si, a Cuneo, per la 45.
Eh sì, perché ci ha provato l’amicone Lorenzo, a portarmi a Bologna. Mi avrebbe portato anche in spalla, con la scusa di mangiarci insieme le lasagnette, fino laggiù.


“Quello che vuoi è una 850 sport coupè !” , e mi aveva convinto così tanto che l’avevo già soprannominata puffetta, dato il colore.
Targa nera, rigorosamente BO, da ristampare il libretto, perduto anni fa. Buon prezzo.

E invece mi ritrovo la mattina presto, ancora stravolto dall’alcool della sera prima, e dopo aver passato la nottata a Castelletto spianata a casa di un amico, sulle cime di Creto per una camminata voluta e imposta dal mio amico “del centro”.


“Frè” apostrofo così il folle Olmo, “ricordati che però io devo partire alle tre per Bologna eh!”. Lui, un po’ scocciato, un po’ curioso, mi chiede quanto la pagassi sta benedetta macchina storica che bramo da anni. Replico che il prezzo è decisamente buono per una 850 così ottimamente conservata, anche se trapela la voglia da parte mia di nascondermi tutti i costi di manutenzione e deposito che ne conseguiranno.


Segue una lunga serie di mie auto considerazioni, alle quali Olmo prende parte come spettatore: “Vabbè dai ma magari è già in forma di motore, poi il Tipo 100 con due lire lo tiri a lucido”, “tanto la prenderei comunque storica”.


“Non lo so frè, non mi sembri convinto”, mi dice.


Hai ragione. E allora vado a prendermi quella 45 a Cuneo.

Si una Fiat Uno, l’auto per gli anni ottanta, così come era presentata dalla stampa italiana in quegli anni. Seguivano negli sport una lunga serie di aggettivi terminanti con -osa -osa -osa , che enfatizzavano la versatilità di una vettura ideata con automazioni industriali d’avanguardia.


Tempo di scendere dalle colline dell’entroterra fino in centro, raccolgo Lorenzo e ci dirigiamo a prendere l’autostrada, ingresso Aeroporto perché il ponte, quello che collega i due lembi di Genova, è crollato da un pezzo.
Da tutto il viaggio stiamo sfottendo la mia futura macchina, sarà reclusa in una cascina adibita a pollaio? Chissà quanto sale si è tirata su da quelle parti in quarant’anni.


E invece arriviamo finalmente davanti al garage, tra i condomini appena fuori Cuneo, col buio pesto.
Nonostante le pessime condizioni di luce, non ci occorre molto tempo per renderci conto che questa Uno, con le sue tre porte e il bel colore rosso, è in condizioni eccellenti se rapportate agli anni trascorsi.
Uno strappo sul sedile di guida, la levetta in plastica, sapientemente nascosta dal disegno di Giorgetto, dello sportello guida spezzata, la cappelliera concava, un po’ di polvere e fogliame.


Si, ma sotto c’è qualità. La strumentazione segna 24mila Km, l’interno del vano motore ci dice che forse una verniciatina l’è stata concessa. Il motore gira benone, per quel poco che i 30 metri di piazzale privato possano averci consentito di comprendere.

Lorenzo guarda qualche robetta che sa essere precaria sul modello, essendo reduce da anni di salate manutenzioni ma “fischianti” soddisfazioni sulla sua Turbo dell’87. No, non è un antiskid, e no, non è in vendita. Perchè l’ha appena venduta.


Va bene, allora la prendo.


Caparrina, firma sul classico tovagliolo al bar sport all’angolo come si usa per i contratti dei grandi campioni del calcio (in realtà ci siamo fatti dare A4 e penna).


C’è un motivo particolare sul perché mi sia lasciato convincere proprio da questo esemplare. Non prendetemi per pazzo se sto per rivelarvi che la targa nera CN per me ha un fascino tutto particolare. Ma questo compra l’auto per la targa? No, potrebbe essere anche fucsia per me, però non nascondo la soddisfazione di poter gironzolare, per quel poco che mi sarà consentito dalle norme ambientali, fregiandomi orgogliosamente della provincia di Cuneo.
Abbiamo trascorso anni meravigliosi d’infanzia a Limone, come classico del buon ligure in settimana bianca. Quindi era qualcosa che dovevo alla Granda.

Ci congediamo dal proprietario, e tiriamo dritti spediti con l’iperchilometrato Multipla eco-friendly di famiglia in servizio da tredici anni, proprio verso Limone Piemonte.
Era da qualche anno che non bazzicavamo più in zona insieme, io e Lorenzo. In onore del nuovo acquisto e dei vecchi tempi respiriamo un po’ d’aria di montagna pulita, appena in tempo prima che il Covid arrivasse ad inquinarcela.


Torno a Genova. Chiudono tutto per i problemi che ormai tutti conosciamo.
E la mia macchina nuova rossa come le Ferrari?
Rimane là, al freddo… spero mi stia aspettando vogliosa e scalpitante di saggiare un po’ di curve sull’Aurelia.

Mattia Paparella

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