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C’era una Volvo

Dopo una vita di successi e vendite copiose in ogni angolo del pianeta, la Volvo “Serie 200”, nata nel ’74 come approfondito restyling della precedente “Serie 100”, era un vero e proprio fenomeno automobilistico: continuava a vendere nonostante le linee fossero oltremodo demodè, e il rapporto prestazioni – consumi ormai inadeguato rispetto alla concorrenza. Però continuava a vendere bene, soprattutto nelle versioni station wagon, vero e proprio status symbol: costose, spaziose, semplicemente indistruttibili. Così nel 1989, quando la gamma venne semplificata alla sola disponibilità della versione station wagon, nacque solo per l’Italia la “Polar”, in pratica una 240 Station Wagon con finiture semplificate e motore due litri a benzina da 116 cv.

L’idea del nome “Polar” viene all’allora responsabile marketing di Volvo Italia Andrea Fornasero, che ripensa ad una vacanza in Svezia con una 245 SW che trainava una roulotte di costruzione svedese chiamata, per l’appunto, Polar. E per tenere fede allo spirito avventuroso con cui venne concepita, la Polar poteva avere, a prezzo adeguatamente salato, degli optional un pò particolari: vistosi adesivi laterali ritraenti un orso polare, bull bar anteriore con fari di profondità, protezioni d’acciaio per i fanali posteriori, portapacchi e differenziale posteriore a slittamento limitato.
Fra gli altri optional, degno di nota era l’airbag lato guida, al notevole prezzo di due milioni di lire.

In vendita al prezzo di 24 milioni di lire, la Polar fu fin da subito una scommessa vinta, e il gran successo colse di sorpresa la stessa Volvo che per accontentare chi storceva il naso di fronte a tanta spartanità approntò una variante accessoriata, la “Super Polar”, che a fronte di un prezzo di 29 milioni offriva di serie accessori gratificanti quali i cerchi in lega, gli interni in pelle, il climatizzatore, la vernice metallizzata. L’ultima galoppata della Volvo Serie 200 si concluse quindi nel 1993. Negli anni successivi la Volvo replicò con successo la formula Polar mettendo in commercio una versione semplificata della “Serie 900” che ebbe anch’essa un notevole riscontro. Ma, senza dubbio, quando oggi si ripensa alla Polar, si intende la mitica 200.

Antonio Cabras

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